Migrare senza fermare il porto
Lo scalo doveva passare da SQL Server 2008 a SQL Server 2019 mantenendo operativo il database che sostiene le attività portuali.
Continuità operativa, anche quando non ci sono pause.
Abbiamo aiutato un importante scalo portuale italiano a migrare il database operativo da SQL Server 2008 a SQL Server 2019.
Un salto di versione di questo tipo richiede attenzione alle differenze funzionali e alle prestazioni tra l'ambiente di partenza e quello di destinazione. Con WorkloadTools, lo strumento di workload capture & replay sviluppato da noi, catturiamo un workload rappresentativo dell'ambiente di partenza, con tempi di esecuzione e utilizzo delle risorse.
Rieseguiamo lo stesso workload sull'ambiente candidato e confrontiamo i risultati: dove emergono regressioni, interveniamo con misure di tuning prima che il problema si manifesti in produzione. Nuovi replay ci permettono di verificare quali combinazioni di livello di compatibilità, trace flag e impostazioni del server offrono le prestazioni migliori.
Questo metodo ci consente di operare anche in ambienti 24/7, senza modificare gli applicativi e senza richiedere interruzioni di servizio: gli interventi di tuning sono già stati verificati prima della migrazione vera e propria.
WorkloadTools è oggi raccomandato da Microsoft, dopo la dismissione dei tool ufficiali per il replay dei workload: è il modo con cui evitiamo di tirare i dadi su un ambiente operativo 24/7.
Lo scalo doveva passare da SQL Server 2008 a SQL Server 2019 mantenendo operativo il database che sostiene le attività portuali.
Abbiamo valutato differenze funzionali e prestazionali, simulato lo scenario e svolto gli interventi di tuning prima della migrazione.
Abbiamo catturato il workload nell'ambiente di partenza, rieseguito il replay su quello candidato e confrontato tempi e risorse per definire priorità e criteri di verifica.
La migrazione è stata progettata per un ambiente 24/7, senza modificare gli applicativi e senza richiedere interruzioni di servizio.